Il capitale investito è a rischio. Il valore degli investimenti può scendere oltre che salire e Lei potrebbe recuperare meno di quanto ha versato.

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Come verificare che una società di investimento sia autorizzata in Italia (e riconoscere le società clone)

Prima di affidare denaro a una società di investimento, controlli che compaia negli albi ufficiali: quelli della CONSOB e della Banca d'Italia per le società, l'albo dell'OCF per i consulenti finanziari. Verifichi che sia autorizzata proprio al servizio che Le propone e la contatti solo con i recapiti indicati lì o sul sito che risulta dall'albo. Quest'ultimo passaggio La protegge dalle società clone, cioè truffatori che usano il nome di una società vera con recapiti propri.

Questa guida descrive le verifiche in ordine: albi delle autorità, avvertenze della CONSOB sui soggetti abusivi, Registro delle imprese. Poi elenca i segnali tipici di una truffa e cosa fare se pensa di essere stato preso di mira.

Come si verifica se una società di investimento è autorizzata in Italia?

Cerchi la società negli albi ufficiali: sul sito della CONSOB (consob.it) per SIM e imprese di investimento, sul sito della Banca d'Italia (bancaditalia.it) per banche e società di gestione del risparmio. Se Le propone l'investimento una persona, cerchi il suo nome nell'albo dei consulenti finanziari dell'OCF (organismocf.it). Controlli che l'autorizzazione sia in corso e copra il servizio offerto.

  1. Apra Lei i siti ufficiali

    Digiti a mano l'indirizzo consob.it, bancaditalia.it o organismocf.it nel browser. Non usi link ricevuti via email, SMS o chat dalla società: i truffatori a volte creano copie false delle pagine delle autorità.

  2. Cerchi la denominazione esatta

    Cerchi la ragione sociale completa e, se la società lo ha indicato, il numero di iscrizione all'albo. Si assicuri che il risultato corrisponda esattamente e non a una società dal nome simile.

  3. Se la società ha sede in un altro Paese UE

    Un'impresa autorizzata in un altro Stato dell'Unione europea può operare in Italia con il cosiddetto passaporto europeo. In questo caso compare negli elenchi della CONSOB o della Banca d'Italia delle imprese comunitarie che operano in Italia, e risulta anche nel registro dell'autorità del suo Paese d'origine. Controlli entrambi. Una società con sede fuori dall'UE ha bisogno di un'autorizzazione specifica per offrire servizi in Italia.

  4. Controlli lo stato e i servizi autorizzati

    L'iscrizione deve risultare attiva. L'albo indica anche quali servizi la società può prestare, per esempio la gestione di portafogli o la consulenza in materia di investimenti. Essere autorizzata a un servizio non significa esserlo per tutti: un intermediario assicurativo, ad esempio, non è per questo autorizzato a gestire il Suo denaro.

  5. Confronti i recapiti

    Confronti sito web, numero di telefono, indirizzo email e sede con quelli che Le sono stati dati. Se qualcosa non coincide, consideri il contatto non autentico finché non lo ha confermato chiamando il numero ufficiale della società, trovato da Lei.

Che cos'è una società clone?

Una società clone è una truffa in cui qualcuno si spaccia per una società vera e autorizzata. Usa il suo nome, il suo indirizzo e spesso il suo numero di iscrizione, quindi la verifica nell'albo sembra andare a buon fine. Cambiano solo i recapiti: telefono, email o sito portano ai truffatori e non alla società vera.

Le società clone sfruttano proprio la prudenza di chi controlla. Lei cerca nell'albo, trova il nome e si tranquillizza. A volte i truffatori usano anche siti curati, documenti con il logo della società reale e nomi di dipendenti presi dai social network.

La difesa è usare solo recapiti trovati da Lei: il sito ufficiale della società e il numero indicato lì. Chiami quel numero e chieda se la persona con cui ha parlato lavora davvero per la società. La CONSOB segnala nelle proprie avvertenze anche i casi di soggetti che usano il nome di intermediari autorizzati.

Quali sono i segnali di una truffa finanziaria?

I segnali più comuni sono un contatto che non ha chiesto, la pressione a decidere in fretta, rendimenti alti presentati come sicuri e recapiti diversi da quelli ufficiali. Spesso i truffatori chiedono anche di pagare su un conto intestato a un'altra persona o società, di usare criptovalute o di installare un programma per controllare il Suo computer.

Se riconosce anche solo due di questi segnali, si fermi e verifichi prima di fare qualsiasi altra cosa. Se è al telefono, interrompa la chiamata. Una società seria non ha problemi se Lei riaggancia e richiama al numero ufficiale. Se può, richiami da un altro telefono o aspetti qualche minuto: alcuni truffatori tengono la linea aperta e fingono di essere la società o la Sua banca.

In Italia l'offerta di servizi di investimento fuori dalla sede dell'intermediario, per esempio a domicilio o per telefono, può essere fatta solo da consulenti finanziari iscritti all'albo dell'OCF. Se chi La contatta non risulta iscritto, non prosegua.

  • La contattano loro per primi. Per telefono, email, SMS, WhatsApp o social network, spesso dopo che ha lasciato i Suoi dati su un altro sito.
  • Rendimenti alti con rischio presentato come basso. Un investimento che può rendere di più può anche perdere di più. Chi dice il contrario sbaglia o mente.
  • Fretta. Un bonus che scade oggi, un'offerta "irripetibile", un consulente che richiama più volte al giorno.
  • Dati che non coincidono. Un indirizzo web leggermente diverso da quello ufficiale, un numero di cellulare, un indirizzo email gratuito.
  • Pagamenti insoliti. Un IBAN intestato a una persona o a una società diversa, oppure la richiesta di pagare in criptovalute, con carte regalo o ricariche.
  • Richiesta di accesso remoto. Nessun intermediario serio ha bisogno di controllare il Suo computer o il Suo telefono.
  • Richiesta di riservatezza. Dirle di non parlarne con la banca o con i familiari è una tecnica tipica dei truffatori.

Cosa sono le avvertenze della CONSOB sui soggetti abusivi?

La CONSOB pubblica sul proprio sito avvertenze sui soggetti che offrono servizi di investimento senza autorizzazione e ordina l'oscuramento dei siti abusivi, dandone notizia con comunicati periodici. Se una società o un sito compare in queste avvertenze, non abbia rapporti con loro. Se non compare, questo non dimostra che sia in regola.

Il secondo punto è importante. I truffatori creano nuovi nomi e nuovi siti di continuo, più in fretta di quanto possano essere segnalati. L'assenza da un elenco significa solo che quel nome non è ancora stato segnalato. Quello che conta è la presenza nell'albo dell'autorità competente, descritta sopra.

Cerchi nella sezione dedicata all'abusivismo finanziario del sito della CONSOB il nome della società, l'indirizzo del sito e i numeri di telefono che Le sono stati dati. Anche autorità di altri Paesi pubblicano elenchi simili: se la società dichiara di avere sede all'estero, controlli anche quelli.

Serve controllare anche il Registro delle imprese?

Sì, ma il Registro delle imprese dice una cosa diversa dagli albi. Mostra che una società esiste, quando è stata costituita, chi sono gli amministratori e se deposita i bilanci. Non dice se è autorizzata a prestare servizi di investimento: per questo servono gli albi della CONSOB, della Banca d'Italia o dell'OCF.

Per una società italiana può consultare il Registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio. Per una società estera usi il registro ufficiale del Paese in cui dichiara di avere sede. Cerchi elementi che non tornano: una società che vanta decenni di attività ma è stata costituita da poco, amministratori cambiati di recente, bilanci non depositati, una sede che è solo un servizio di domiciliazione.

Nessuno di questi elementi da solo prova una truffa. Ma se ha già dei dubbi, sono un motivo sufficiente per non proseguire.

Quali tutele ha se tratta con un intermediario autorizzato?

Con un intermediario autorizzato in Italia ha alcune tutele che con un soggetto abusivo non ha. I Suoi strumenti finanziari e il Suo denaro sono separati per legge dal patrimonio dell'intermediario. Può presentare un reclamo e, se non è soddisfatto, ricorrere all'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). Per alcuni intermediari esiste anche un sistema di indennizzo in caso di insolvenza.

Il reclamo va inviato per iscritto all'intermediario, che deve rispondere entro i termini previsti dalla normativa. Se non risponde o la risposta non La soddisfa, può rivolgersi all'ACF (acf.consob.it). Il ricorso è gratuito per l'investitore; limiti e condizioni sono indicati sul sito dell'ACF.

Il Fondo Nazionale di Garanzia può indennizzare, entro un limite stabilito dalla legge, i clienti di imprese di investimento italiane se l'intermediario diventa insolvente. I depositi in banca sono coperti, entro un limite per depositante, dal sistema di garanzia dei depositi. Quali di queste tutele valgono nel Suo caso dipende da chi è l'intermediario e da dove è autorizzato: lo chieda prima di investire.

Nessuna di queste tutele copre le perdite dovute all'andamento dei mercati. E nessuna si applica se tratta con un soggetto abusivo o con una società clone: il denaro inviato ai truffatori si recupera molto raramente. La nostra pagina su come verificarci indica cosa chiedere a proposito del portafoglio gestito.

Cosa fare se pensa di essere stato contattato da truffatori?

Interrompa ogni contatto, non invii altro denaro e segnali il fatto. Se ha già pagato, chiami subito la Sua banca al numero riportato sul retro della carta o sul sito ufficiale. Poi denunci l'accaduto alla Polizia Postale o ai Carabinieri e lo segnali alla CONSOB. Agire in fretta aumenta la possibilità di bloccare un pagamento.

  • Contatti prima la banca se il denaro è già uscito dal conto. A volte un bonifico può essere fermato o richiamato se si interviene subito.
  • Segnali il soggetto alla CONSOB tramite il sito consob.it, così che altri possano essere avvisati.
  • Presenti denuncia alla Polizia Postale e delle Comunicazioni o a un altro ufficio di polizia. Conservi una copia della denuncia.
  • Conservi le prove. Email, messaggi, indirizzi dei siti, registro delle chiamate, ricevute dei pagamenti. Potrebbero servire alla banca e alla polizia.
  • Cambi le password se ha comunicato dati di accesso o ha permesso l'accesso remoto a un dispositivo.
  • Diffidi di chi promette di recuperare il denaro. Chi ha subito una truffa viene spesso ricontattato da presunti studi legali o società di recupero che chiedono un pagamento anticipato. Di solito sono gli stessi truffatori.

Come verificare il fornitore e Quotavìgor

Il portafoglio gestito è offerto dal fornitore. Segua i passaggi sopra per cercarlo negli albi della CONSOB o della Banca d'Italia, controlli che nome, sito e telefono coincidano e apra un conto solo dal sito che risulta ufficiale. Quotavìgor non è un intermediario: presenta i clienti al fornitore e non riceve né gestisce denaro.

La pagina su come verificarci indica chi gestisce Quotavìgor, come siamo pagati e i dati del fornitore da controllare. Come funziona spiega chi La contatterà e quando. Se qualcuno che dice di essere di Quotavìgor o del fornitore La contatta senza che Lei lo abbia chiesto, Le mette fretta o Le chiede password o accesso remoto, interrompa la conversazione e ci scriva a hello@quotavigor.com.

Se non ha ancora deciso se investire, può partire dalla nostra lista di controllo prima di investire.