Il capitale investito è a rischio. Il valore degli investimenti può scendere oltre che salire e Lei potrebbe recuperare meno di quanto ha versato.

Guide

Sette verifiche da fare prima di investire

Prima di investire conviene sistemare sette cose: avere una riserva per le emergenze, chiudere i debiti costosi, sapere a cosa serve il denaro e quando Le servirà, valutare la previdenza complementare, conoscere i costi e decidere quanto rischio può sostenere. Se manca uno di questi punti, un calo dei mercati o una spesa imprevista possono costringerLa a vendere nel momento sbagliato.

Di seguito trova ogni punto con la relativa motivazione. Sono informazioni generali, non una consulenza sulla Sua situazione. Se la Sua situazione è complessa, può rivolgersi a un consulente finanziario iscritto all'albo dell'OCF.

1. Ha una riserva per le emergenze?

Prima di investire, tenga su un conto corrente o un conto deposito senza vincoli abbastanza liquidità per coprire le spese essenziali per un certo periodo. Questa riserva serve per un guasto in casa, una riparazione dell'auto o un periodo senza lavoro, così non dovrà vendere investimenti in perdita per pagare una spesa.

Parta dalle spese essenziali, non da tutte le spese: affitto o rata del mutuo, bollette, alimentari, trasporti, assicurazioni, rate dei prestiti. Moltiplichi il totale mensile per il numero di mesi che vuole coprire: è la cifra da tenere da parte.

Tenga una riserva più ampia se il Suo reddito è irregolare, se lavora in proprio o se altre persone dipendono da Lei. Può bastarne una più contenuta con un lavoro stabile e un secondo reddito in famiglia.

2. Ha chiuso i debiti più costosi?

Prima di investire, chiuda i debiti con interessi alti, come carte revolving, scoperti di conto e prestiti con TAEG elevato. Gli interessi che smette di pagare sono un risparmio certo, mentre il risultato di un investimento non lo è. Se il debito costa più di quanto potrebbe ragionevolmente rendere l'investimento, investire invece di rimborsare Le fa perdere denaro.

Un confronto semplice: gli interessi su una carta revolving o su un prestito costoso sono un costo certo, mentre il risultato di un investimento è incerto e può essere negativo. Se il TAEG del debito è alto, rimborsarlo è di solito la scelta più prudente, a prescindere dai mercati.

Non tutti i debiti vanno chiusi prima. Un mutuo o un finanziamento a tasso basso di solito no. Il criterio è confrontare il TAEG del debito, che trova nell'estratto conto o nel contratto, con un rendimento realistico dell'investimento al netto dei costi.

3. Sa a cosa serve il denaro che vuole investire?

Scriva ogni obiettivo con un importo indicativo e una data. "Stare tranquillo in pensione" è un desiderio; "l'anticipo per una casa, con un importo stimato e una data" è un obiettivo su cui si può ragionare. L'obiettivo determina quanto rischio può assumere, quale strumento usare e come capire se è sulla strada giusta.

Obiettivi diversi richiedono spesso somme tenute separate. Il denaro per un anticipo tra pochi anni e quello per la pensione tra decenni di solito non vanno investiti allo stesso modo, perché il primo ha molto meno tempo per recuperare un eventuale calo.

Si chieda anche se l'obiettivo richiede davvero di investire. Per una spesa prevista a breve, un conto deposito è di solito più adatto. Investire ha più senso per obiettivi lontani nel tempo.

  • A cosa serve? Sia preciso: pensione, anticipo per la casa, studi dei figli, una riserva a lungo termine.
  • Quanto Le servirà? Basta una cifra approssimativa, potrà correggerla in seguito.
  • Quando Le servirà? Questo è il Suo orizzonte temporale (punto 4).
  • Quanto è flessibile? Potrebbe aspettare più a lungo se i mercati fossero in calo?

4. Per quanto tempo può lasciare il denaro investito?

Investa solo denaro di cui non avrà bisogno per molti anni. I prezzi delle azioni possono scendere molto e impiegare anni a risalire, quindi con un orizzonte più breve aumenta la probabilità di dover vendere in perdita. Più a lungo può aspettare, più tempo ha il portafoglio per recuperare dopo gli anni negativi.

Un orizzonte lungo non è una garanzia: in passato i mercati hanno talvolta impiegato più tempo per tornare ai livelli precedenti. Per lo stesso motivo, è ragionevole ridurre il rischio man mano che si avvicina il momento in cui Le servirà il denaro.

Pensi anche alla possibilità di aver bisogno di una parte della somma prima del previsto. Se è una possibilità concreta, tenga quella parte sul conto. La nostra guida alla tolleranza al rischio spiega come l'orizzonte temporale si combina con gli altri elementi della scelta.

5. Ha valutato la previdenza complementare e gli strumenti con vantaggi fiscali?

Prima di investire in un normale conto, valuti se Le conviene aderire a un fondo pensione o versare di più in quello che ha già. In Italia i contributi alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito entro un limite annuo e, se è un lavoratore dipendente, spesso il datore di lavoro aggiunge un proprio contributo quando versa anche Lei.

La scelta giusta dipende dal Suo reddito, dalla Sua situazione fiscale e da quando Le servirà il denaro. Le informazioni ufficiali sulle forme pensionistiche sono pubblicate dalla COVIP, l'autorità che vigila sui fondi pensione. Se ha dubbi, un consulente finanziario iscritto all'albo dell'OCF o un commercialista possono aiutarLa.

Fondo pensione negoziale (di categoria)

Se è un lavoratore dipendente, il contratto collettivo può prevedere un fondo pensione di categoria. In molti casi, se Lei versa un contributo, il datore di lavoro ne aggiunge uno proprio. Rinunciarvi significa rinunciare a una parte della retribuzione. Può destinare al fondo anche il TFR. Le regole precise sono nel Suo contratto collettivo e nei documenti del fondo.

Fondi pensione aperti e PIP

Chiunque, anche un lavoratore autonomo, può aderire a un fondo pensione aperto o a un piano individuale pensionistico (PIP). I contributi sono deducibili entro un limite annuo, ma il denaro resta vincolato: in generale si riceve alla pensione, salvo anticipazioni in casi previsti dalla legge, come l'acquisto della prima casa o spese sanitarie. Prima di aderire, confronti i costi usando l'indicatore sintetico dei costi (ISC) che ogni forma pensionistica deve pubblicare.

Altri strumenti con vantaggi fiscali

Esistono anche strumenti di investimento con agevolazioni fiscali a determinate condizioni, come i piani individuali di risparmio (PIR), che richiedono di mantenere l'investimento per un periodo minimo. Limiti e condizioni cambiano nel tempo: verifichi le regole in vigore sul sito dell'Agenzia delle Entrate o con un professionista.

6. Sa quanto pagherà di costi?

Prima di investire, sommi tutti i costi: commissione di gestione o di piattaforma, costi dei fondi contenuti nel portafoglio, eventuali costi di negoziazione, di uscita o di trasferimento. Poi trasformi il totale in euro sulla Sua cifra. Ricordi che i costi si pagano sia negli anni positivi sia in quelli negativi.

I costi si accumulano nel tempo come i rendimenti: su periodi lunghi anche una differenza di costo annuo che sembra piccola può diventare rilevante. La nostra guida ai costi di investimento spiega perché.

Prima di firmare, chieda a qualsiasi intermediario l'informativa su costi e oneri calcolata sulla Sua cifra e la confronti con quella di almeno un'alternativa. Per il portafoglio gestito, i costi sono spiegati nella nostra pagina dei costi.

7. Ha deciso quanto rischio può sostenere?

Decida prima di investire, non dopo, quale calo riuscirebbe a sopportare. Lo immagini in euro: prenda la cifra che vuole investire e immagini di vederla scendere sensibilmente dopo un anno negativo. Se questo La spingerebbe a vendere, scelga un livello di rischio più basso, con meno azioni. Vendere dopo un calo trasforma una perdita temporanea in una perdita definitiva.

Il livello di rischio dovrebbe tenere conto di quanto può permettersi di perdere, di quanto tempo ha e di come reagirebbe a un calo. Un intermediario che gestisce il Suo denaro deve chiederLe queste informazioni nel questionario di adeguatezza. Risponda in modo accurato, anche se il risultato è un portafoglio più prudente.

Distribuire il denaro su molti investimenti aiuta. Non impedisce al portafoglio di scendere quando scendono i mercati, ma riduce molto il danno che può fare un singolo investimento andato male. La nostra guida alla diversificazione spiega come funziona.

Dove si colloca il portafoglio gestito?

Il portafoglio gestito è un servizio di gestione di portafogli offerto dal fornitore. Può essere un'opzione da valutare solo dopo i primi sei punti e solo se preferisce che qualcun altro gestisca gli investimenti per Lei. Se ha debiti costosi, non ha una riserva per le emergenze o il Suo obiettivo è vicino nel tempo, non è adatto alla Sua situazione attuale.

Non sostituisce la previdenza complementare. Legga come funziona e l'informativa sui rischi prima di chiedere una chiamata. Non c'è alcuna scadenza: può prendersi tutto il tempo che Le serve.